Milano Moda Uomo SS27: è la prima volta che Milano parla giapponese in passerella
- CZMOS Redazione

- 2 giorni fa
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Dal 19 al 23 giugno Milano torna a essere il centro del menswear internazionale con le collezioni uomo Primavera/Estate 2027. Settantacinque appuntamenti in cinque giorni: 16 sfilate fisiche, 44 presentazioni, 6 contenuti digitali, 7 eventi distribuiti in città. I nomi del made in Italy ci sono tutti, come sempre.
Prada, Giorgio Armani, Dolce&Gabbana, Brunello Cucinelli, Etro, Kiton, Brioni.
Ma il motivo per cui questa edizione merita attenzione non è lì.
Shinyakozuka: il nome che seguiamo da vicino
Se c'è una presenza che da CZMOS guardiamo con attenzione genuina, è Shinyakozuka. Il 22 giugno il brand sfila in corso Venezia 36, primo ingresso nel calendario passerelle della Milano Fashion Week.
Shinya Kozuka nasce a Osaka, è basato a Tokyo, ha fondato il brand nel 2015 dopo essersi formato al Central Saint Martins. Ha già mostrato il suo lavoro a Pitti Uomo a gennaio 2026, dove ha portato una collezione costruita attorno al silenzio del paesaggio invernale giapponese.
Il suo metodo parte da un punto preciso: lo spazio tra il corpo e il capo, quello che di solito non si vede, è il materiale stesso del design. Forma, proporzione, finitura manuale. Collaborazioni con brand giapponesi come Kijima Takayuki, Nanga, Tsuchiya Kaban.
Un designer giapponese che entra nel sistema europeo portando il proprio linguaggio intatto. Nessun compromesso di traduzione. Per questo ci interessa.
Thom Browne sceglie Milano
La notizia più discussa del settore è l'ingresso nel calendario di Thom Browne, che sfilerà il 22 giugno per la prima volta a Milano. Il designer americano porta a Milano un tailoring che è sempre stato teatro oltre che vestito: costruito, concettuale, difficile da ignorare.
Non è un nome nuovo, ma la sua scelta di spostarsi dal circuito newyorkese al capoluogo lombardo racconta qualcosa sullo stato del sistema: Milano viene percepita sempre più come piattaforma strategica globale, con una connessione diretta al lusso europeo che New York al momento non offre nella stessa misura.
Nella stessa giornata del 22 giugno, Giorgio Armani presenta per la prima volta con Leo Dell'Orco e Silvana Armani alla guida creativa insieme. Un appuntamento che vale per quello che segna, più che per quello che mostrerà.
La nuova generazione a Fondazione Sozzani
Come ogni edizione, Fondazione Sozzani torna a essere uno degli spazi più fertili della settimana, con sfilate e presentazioni dedicate ai designer emergenti. Tra i nomi in calendario: Domenico Orefice, Simon Cracker, Martin Quad. E Pronounce, che in questa edizione compie dieci anni.
Pronounce è stato fondato nel 2016 da due designer cinesi formatisi al Royal College of Art. Dieci anni tra Londra e Milano, con un codice visivo che non ha mai cercato il compromesso.
Un decennio è un momento valido per fare il punto su cosa significa costruire un'identità di brand partendo da un'altra cultura dentro un sistema europeo.
Il contesto: una fashion week in controtendenza
Questa edizione arriva in un momento difficile per il sistema moda italiano. Le stime di settore indicano un calo del fatturato per il 2026, dopo una contrazione già registrata nel 2025.
Eppure il calendario si allarga, porta nomi nuovi, apre alla scena internazionale. Che sia una risposta alla crisi o accada nonostante la crisi, il segnale è lo stesso: la fashion week si muove, anche quando il mercato rallenta.
Le sfilate sono visibili su milanofashionweek.cameramoda.it.





















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