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Andr, la cantante taiwanese che non vuole scegliere un solo suono

Immagine del redattore: CZMOS Redazione
CZMOS Redazione
20 minuti fa
Tempo di lettura: 5 min

Dalla camera in cui ha registrato il primo album alle collaborazioni con artisti di Thailandia, Giappone e Corea, Andr costruisce una musica nella quale generi e identità rimangono volutamente mobili.


All’inizio Andr pensava di non riuscire a piangere davanti a una telecamera. Quando le è stato chiesto di farlo, però, qualcosa è cambiato: è entrata realmente in quello stato emotivo e, dopo aver pianto, si è sentita più leggera. Più libera, ha raccontato, di quanto si sentisse quando doveva fingere un sorriso.


Da quell’esperienza è nata “Cry in your TV”, una delle sei tracce di SKIN.


L’episodio contiene molte delle domande che attraversano il nuovo progetto della cantante taiwanese Andr: quanto è autentica l’immagine che mostriamo? Dove finisce l’espressione personale e dove comincia la performance? Quanto possiamo controllare il modo in cui gli altri interpretano ciò che vedono?


Per Andr, costruire un’identità riconoscibile non significa renderla stabile. Significa, al contrario, proteggerne la possibilità di cambiare.


Andr, la cantante taiwanese nata musicalmente in camera


Andr, pronunciato “an-der”, è nata a Taiwan nel 2000. Ha iniziato a comporre durante gli anni da studentessa, utilizzando la chitarra e suoni campionati dall’ambiente, prima di essere notata da Fortune Coookie Records durante una competizione universitaria.


Il debutto ufficiale è arrivato nel 2023 con “Night Lotion 融”, un brano nel quale la sua voce morbida si muove sopra una produzione sospesa tra R&B, indie pop e alternative. La canzone è stata successivamente inclusa nella selezione Best of Radar 2023 di Spotify.


Definire Andr un’artista bedroom pop sarebbe corretto soltanto in parte. La camera non è una semplice estetica lo-fi, ma il luogo concreto nel quale scrittura, produzione e immaginario visivo hanno cominciato a svilupparsi insieme.


Questa dimensione è diventata centrale nel suo primo album, shhh, it’s under my bed, pubblicato il 25 ottobre 2024.


I mostri nascosti sotto il letto


Il titolo di shhh, it’s under my bed richiama due immagini appartenenti a momenti diversi della crescita. Da bambina, il letto era il luogo sotto il quale poteva nascondersi un mostro. Durante l’adolescenza, lo stesso spazio diventava invece un deposito per lettere, collezioni e oggetti personali.


Andr ha trasformato questa ambivalenza nell’architettura di un album composto da tredici tracce. Sotto il letto si trovano paure, ricordi, contraddizioni e versioni di sé che non sempre riescono a convivere in superficie.


L’artista ha scritto quasi tutti i testi e le composizioni, partecipando anche agli arrangiamenti e all’esecuzione degli strumenti. Gran parte del materiale è stata registrata nella sua camera e nello studio del produttore Han Li-kang, con il contributo di musicisti legati a gruppi come Sunset Rollercoaster, No Party for Cao Dong e Robot Swing.


Il progetto non termina con la musica. Andr e l’illustratrice BANFF hanno creato undici mostri, ciascuno associato a una canzone e a una parte differente del suo mondo interiore. Il designer Yang Shih-ching li ha inseriti in un’identità visiva costruita attraverso il collage, mentre l’edizione fisica comprende carte illustrate distribuite casualmente.


I mostri non rappresentano necessariamente qualcosa da sconfiggere. Sono frammenti della personalità con i quali condividere lo stesso spazio. L’album pone così una domanda che SKIN svilupperà meno di due anni dopo: come si può mostrare un’identità senza ridurla a una sola immagine?


Che cosa si trova sotto SKIN


Pubblicato il 22 luglio 2026, SKIN è un EP di sei tracce costruito a partire da esperimenti differenti. Alcuni brani sono nati da una chitarra, altri da un loop di batteria prodotto da un giocattolo o da un’intuizione sonora che inizialmente non apparteneva a un progetto unitario.


Il legame è emerso progressivamente. La pelle è diventata la metafora di ciò che mostriamo agli altri: una superficie visibile, ma non necessariamente trasparente. Può essere modificata, progettata e interpretata in modo errato.


Andr non utilizza questa idea per cercare un’identità più autentica nascosta sotto ogni apparenza. Il punto è più ambiguo. Anche ciò che percepiamo come autentico può cambiare, mentre ogni persona contiene aspetti differenti che non devono necessariamente essere ricondotti a una definizione unica.


“preTty girl bOY” rende evidente questa mobilità attraverso lo stesso titolo. Le lettere maiuscole formano la parola “TOY”, associando l’espressione di genere a qualcosa con cui è possibile giocare e sperimentare. Il brano non cerca di risolvere l’ambiguità, ma la considera uno spazio di libertà.


“night night”, realizzato con la musicista sudcoreana Whys Young, porta la stessa apertura verso una dimensione più intima e femminile. Andr ha tuttavia precisato che l’ascoltatore non è obbligato ad accettare questa interpretazione. Come la pelle, anche una canzone può essere letta in modi differenti.


Collaborare senza diventare uguali


La musica di Andr è cresciuta anche attraverso una rete di collaborazioni asiatiche. Con la thailandese mindfreakkk! ha realizzato “Swapping Socks”; con il produttore giapponese A.G.O ha pubblicato “Cat & Mouse”; con Whys Young ha costruito “night night”.


Nel 2026 ha inoltre condiviso il palco del Summer Sonic con l’artista giapponese REJAY.


Andr


Queste collaborazioni non sembrano nascere dal tentativo di rendere il suo suono più facilmente esportabile. Andr le descrive piuttosto come incontri nei quali gli artisti devono poter conservare le proprie differenze.


Il rapporto personale, spesso, precede la musica. Con Whys Young, per esempio, la collaborazione non era stata pianificata durante il loro primo incontro. Soltanto quando Andr ha iniziato a scrivere “night night” ha riconosciuto in lei la voce adatta al brano.


La sua musica funziona nello stesso modo: elementi apparentemente incompatibili vengono messi in relazione senza essere obbligati a diventare omogenei.


Andr ha paragonato il proprio suono a un ornitorinco, una creatura composta da caratteristiche che sembrano appartenere ad animali differenti, ma che riescono comunque a formare un organismo completo.


Alternative, R&B, indie rock e pop non servono quindi a costruire una formula. Rimangono riconoscibili proprio perché continuano a entrare in tensione.


Quattro brani di Andr da cui iniziare


“Night Lotion 融” è il punto di partenza. Contiene già la voce, l’intimità e l’equilibrio instabile tra generi che diventeranno centrali nel suo percorso.


“preTty girl bOY” rappresenta il presente. Il gioco tipografico, la fluidità dell’espressione di genere e la produzione mostrano il modo in cui Andr utilizza il pop per lasciare aperte più interpretazioni.



“Cry in your TV” entra nel nucleo emotivo di SKIN. Parte dal rapporto tra immagine e autenticità per chiedere se mostrare un’emozione davanti a una telecamera la renda necessariamente meno reale.


“night night” permette invece di capire come Andr utilizzi una collaborazione non per cancellare le differenze tra due artiste, ma per renderle parte della stessa canzone.


L’identità come possibilità


Il percorso di Andr comprende una candidatura come Best New Artist ai Golden Indie Music Awards per Hidden Card 藏招 e una candidatura nella stessa categoria ai Golden Melody Awards per shhh, it’s under my bed.


Eppure, la parte più interessante della sua crescita non coincide con l’ingresso in una categoria sempre più prestigiosa.


Andr sembra voler evitare che il riconoscimento diventi una nuova forma di immobilità. Non cerca un genere definitivo, una sola versione di sé o un’identità immediatamente traducibile per il mercato internazionale.


Dalla camera ai festival, dai mostri nascosti sotto il letto alla pelle esposta allo sguardo degli altri, la sua musica continua a cambiare superficie senza perdere il proprio centro.


Forse è proprio questa la caratteristica che la rende riconoscibile: Andr non vuole scegliere un solo suono, perché considera la possibilità di trasformarsi una parte essenziale della propria voce.


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