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Charoenkrung, la strada di Bangkok che resiste al tempo

  • Immagine del redattore: Teresa Perri
    Teresa Perri
  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Sulle sponde del Chao Phraya esiste una Bangkok diversa da quella delle cartoline. Odora ancora di fumo di legna, metallo, spezie e salsa d’ostrica. È la Bangkok di Charoenkrung, una strada storica diventata negli ultimi anni uno dei principali distretti creativi della capitale thailandese.

Qui, vecchie shophouse, laboratori artigianali, gallerie, caffè e alberghi di lusso convivono lungo lo stesso asse urbano. Una trasformazione che ha riportato attenzione sul quartiere, ma ha anche aperto una domanda inevitabile: quanto potrà durare questo equilibrio?

Charoenkrung: la prima strada moderna di Bangkok

Charoenkrung Road venne costruita durante il regno di Rama IV e aperta al traffico nel 1864. È generalmente considerata la prima strada di Bangkok realizzata secondo moderni metodi di costruzione.


La sua nascita segnò una trasformazione importante per una città nella quale gli spostamenti erano stati fino ad allora prevalentemente legati ai canali e al fiume. La nuova strada permetteva anche il passaggio delle carrozze e collegava alcune delle aree nelle quali si stavano stabilendo consolati, attività commerciali e comunità straniere.


Per decenni Charoenkrung fu una delle principali porte d’accesso commerciale al Siam. Lungo il vicino Chao Phraya arrivavano merci, persone e influenze provenienti da territori diversi.

Charoenkrung Bangkok
Foto di Evan Krause su Unsplash

Mercanti e comunità migranti, in particolare quella cinese, contribuirono alla crescita di un ambiente urbano fatto di magazzini, botteghe e shophouse, edifici nei quali il pianterreno veniva destinato alle attività commerciali e i piani superiori alla vita familiare.


Il quartiere si sviluppò così seguendo il ritmo dei commerci fluviali, dei laboratori, dei negozi di spezie e delle piccole attività che ne animavano le strade.


Quando il centro di Bangkok si è spostato altrove


Con l’espansione di Bangkok verso nuove aree commerciali e finanziarie, Charoenkrung perse progressivamente parte della propria centralità.


Mentre zone come Silom, Sathorn e successivamente Sukhumvit accoglievano uffici, condomini e nuovi centri commerciali, lungo Charoenkrung continuarono a resistere edifici storici, botteghe familiari e attività legate alla vita quotidiana del quartiere.


Questo rallentamento dello sviluppo immobiliare contribuì indirettamente a preservare una parte del suo tessuto architettonico. Molti edifici non furono sostituiti da costruzioni più recenti e conservarono facciate, portoni, cortili e strutture difficili da ritrovare nei quartieri più moderni della capitale.


Per anni la vita proseguì senza trasformazioni spettacolari: carretti di cibo agli angoli delle strade, persone sedute sui marciapiedi, officine, piccoli negozi e vecchie case commerciali ancora abitate.


Proprio ciò che poteva apparire come un segno di marginalità sarebbe poi diventato una delle risorse più riconoscibili del quartiere.


Come Charoenkrung è diventato un distretto creativo


Quando artisti, designer e operatori culturali hanno iniziato a cercare spazi differenti da quelli offerti dal centro più moderno di Bangkok, Charoenkrung presentava caratteristiche difficili da replicare altrove: magazzini, edifici storici, laboratori e una relazione ancora visibile con il passato commerciale della città.


Un passaggio decisivo è arrivato nel 2017, quando il Thailand Creative & Design Center, conosciuto come TCDC, ha aperto la propria sede nel Grand Postal Building di Charoenkrung.

Charoenkrung Bangkok

L’edificio, progettato negli anni Trenta e inaugurato nel 1940, è diventato un punto di riferimento per studenti, designer, ricercatori e professionisti delle industrie creative.


La presenza della biblioteca specializzata, degli spazi espositivi e dei programmi dedicati al design ha contribuito a rafforzare la percezione di Charoenkrung come distretto culturale.


Attorno a questo nucleo si sono consolidate realtà indipendenti, studi creativi, spazi espositivi e progetti ospitati in vecchi magazzini o edifici recuperati. Anche la Bangkok Design Week, organizzata dalla Creative Economy Agency, ha utilizzato ripetutamente Charoenkrung e la vicina Talat Noi come aree centrali della propria programmazione.


Il quartiere non è diventato creativo da un giorno all’altro. La sua trasformazione è nata dall’incontro tra attività già presenti, interventi istituzionali e una nuova generazione interessata a lavorare dentro strutture cariche di memoria.


Tra vecchie botteghe, gallerie e nuovi locali


La parte più interessante della Charoenkrung contemporanea si trova nei suoi contrasti.


Le crepe sui muri, l’intonaco consumato e i vecchi portoni di ferro non sono scomparsi completamente. In diversi punti accompagnano ancora studi fotografici, piccoli marchi, ristoranti, caffè, cocktail bar e spazi dedicati all’arte.


Camminare lungo la strada e nei soi circostanti significa passare continuamente da un tempo all’altro. Un banchetto di som tam può trovarsi accanto all’ingresso di un’esposizione. Una bottega familiare può condividere lo stesso isolato con un locale progettato per un pubblico internazionale.

Charoenkrung Bangkok

È proprio questa sovrapposizione a distinguere Charoenkrung da un distretto creativo costruito artificialmente. La cultura contemporanea non si è insediata in uno spazio vuoto, ma dentro un quartiere già abitato, attraversato da attività, comunità e memorie differenti.


Il rischio, però, è che la parte più visibile della trasformazione finisca per oscurare tutto ciò che esisteva prima.


Il rischio della gentrificazione a Charoenkrung


La crescente popolarità di Charoenkrung ha attirato turismo, investimenti e progetti immobiliari. Lungo il fiume sono comparsi hotel di lusso e nuovi complessi residenziali, mentre caffè, ristoranti e spazi creativi hanno contribuito a costruire un’immagine sempre più desiderabile del quartiere.


Questa evoluzione non comporta automaticamente la scomparsa delle comunità locali. Può produrre nuove opportunità, riportare attenzione sugli edifici storici e sostenere attività culturali. Allo stesso tempo, rende necessario interrogarsi su chi possa beneficiare davvero della trasformazione.


Se il valore immobiliare e i costi degli spazi continuassero a crescere, artisti indipendenti, piccole attività e residenti storici potrebbero incontrare difficoltà sempre maggiori nel rimanere nel quartiere.


Il pericolo è che Charoenkrung venga progressivamente ridotta a una scenografia: un’immagine di autenticità costruita per visitatori e consumatori, separata dalla vita quotidiana che l’ha resa possibile.


Un equilibrio urbano ancora aperto


Per il momento, Charoenkrung rimane uno dei luoghi di Bangkok nei quali memoria storica e cultura contemporanea riescono ancora a occupare lo stesso spazio.


Non è un quartiere fermo nel passato e non è ancora un distretto completamente ridisegnato per il turismo.

È un territorio in trasformazione, nel quale convivono vecchie attività, nuovi linguaggi creativi, interventi pubblici e interessi immobiliari.

La sua forza nasce proprio da questa convivenza imperfetta. Ma ciò che rende Charoenkrung affascinante la rende anche vulnerabile.


Preservarla non significa impedire al quartiere di cambiare. Significa evitare che il cambiamento cancelli le persone, le attività e le stratificazioni che ne hanno costruito l’identità.

Charoenkrung continua a resistere al tempo. Resta da capire se riuscirà a resistere anche al proprio successo.

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