Identità, tradizione e conflitti: i film asiatici da seguire Biennale Cinema 2026
- CZMOS Redazione

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Quale immagine dell’Asia contemporanea arriva a Venezia 83?
La selezione di quest’anno racconta un continente attraversato da disuguaglianze, conflitti di classe, eredità coloniali e domande ancora aperte sull’identità e sull’appartenenza.
Il Giappone è la cinematografia più presente, con autori come Hirokazu Koreeda, Shinya Tsukamoto e Takashi Miike. La Corea del Sud porta in concorso il nuovo film di Lee Chang-dong, mentre Cina, Hong Kong e Taiwan emergono attraverso produzioni sempre più transnazionali. Filippine, Thailandia e Vietnam hanno una presenza più contenuta, ma introducono alcuni degli sguardi politicamente più incisivi della selezione.

Nei ruoli più visibili ritroviamo maestri già affermati del cinema asiatico, mentre nuove regie, autori della diaspora e sperimentazioni digitali occupano soprattutto Orizzonti, i cortometraggi e Venice Immersive.
Ne emerge un’Asia lontana dall’immagine esclusivamente tecnologica, pop o economicamente trionfante spesso proposta in Occidente. I film selezionati guardano alla modernità senza separarla dalle guerre, dalle disuguaglianze e dalle tradizioni ereditate. Il passato non viene semplicemente ricordato: continua a condizionare famiglie, territori e identità.
Abbiamo selezionato sei titoli particolarmente significativi per comprendere le cinematografie, le generazioni e i temi che attraversano la presenza asiatica a Venezia 83.
Sei film asiatici da tenere d’occhio
Possible Love di Lee Chang-dong Probabilmente è il titolo asiatico di maggior peso del concorso. Riunisce interpreti centrali del cinema coreano come Jeon Do-yeon, Sul Kyung-gu, Zo In-sung e Cho Yeo-jeong. Attraverso due coppie sposate affronta lavoro, disuguaglianze, licenziamenti e conflitti di classe nella Corea contemporanea.

Look Back di Hirokazu Koreeda
È importante per l’incontro tra Koreeda e Tatsuki Fujimoto, autore del manga da cui è tratto il film. Il racconto segue per tredici anni due ragazze unite dal desiderio di diventare mangaka. Il film porta così a Venezia il rapporto sempre più stretto tra manga, cinema d’autore e industria culturale giapponese.

Mr. Nelson, Did You Kill People? di Shinya Tsukamoto
Tsukamoto racconta la storia vera di Allen Nelson, marine statunitense inviato in Vietnam e successivamente diventato attivista contro la guerra. Il film permette di affrontare il rapporto tra Giappone, basi militari statunitensi, guerra del Vietnam e trauma di chi ha partecipato alla violenza.

Makikiraan po di Lav Diaz
Ambientato nelle Filippine del 1617, durante la dominazione spagnola, affronta colonialismo, conversione religiosa, violenza e lavoro forzato. È il titolo più rilevante per rappresentare il cinema filippino e una lettura decoloniale della storia del Paese.

The Color of the Sun di Xavier Tera Ambientato a Okinawa, mette in relazione un adolescente dell’isola e un ragazzo cresciuto all’interno di una base militare statunitense. È particolarmente interessante per parlare di identità, appartenenza, presenza americana e memoria coloniale nell’arcipelago.

Shumei: The Living Legacy of Kabuki di Takashi Miike
È il primo documentario lungometraggio di Miike. Segue la cerimonia di successione di Ichikawa Danjūrō XIII e il passaggio della tradizione kabuki alla generazione successiva. Il documentario osserva come una tradizione storica venga ereditata, trasformata e vissuta nel Giappone contemporaneo.

Per ampliare lo sguardo oltre i sei titoli principali, ecco tutti i film asiatici presenti nelle sezioni considerate di Venezia 83.
Tutti i titoli asiatici selezionati a Venezia 83 Venezia 83, Concorso
Look Back, regia di Hirokazu Koreeda, Giappone
Ga-neung-han sa-rang (Possible Love), regia di Lee Chang-dong, Corea del Sud
Nelson san, anata wa hito wo koroshimashitaka? (Mr. Nelson, Did You Kill People?), regia di Shinya Tsukamoto, Giappone, Stati Uniti, Thailandia, Vietnam
Venice Open, Fuori concorso
Makikiraan po (Let Us Through, Dear Ancestors), regia di Lav Diaz, Filippine
Arrested Memory, regia di Sabu, Taiwan, Giappone
Shumei: The Living Legacy of Kabuki, regia di Takashi Miike, Giappone
Weichen (Dust), regia di Tsai Ming-liang, Taipei, Spagna
Everest: The Other Side, regia di Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin, Stati Uniti, Cina, Nepal
Intermission, regia di Yonfan, Hong Kong
Orizzonti
Yak Mai (The Burning Giants), regia di Phuttiphong Aroonpheng, Thailandia, Francia, Singapore, Paesi Bassi
The Color of the Sun, regia di Xavier Tera, Canada, Italia, Giappone
Huangyan Shenghuo (Big Little Things), regia di Michelle Zhou, Hong Kong, Stati Uniti
Man Made Lake, regia di Annie Ning, Stati Uniti, Cina, cortometraggio
Head of a Camel, regia di Shannon Lee, Stati Uniti, cortometraggio di regia coreano-americana
Venice Spotlight
Sumo: Spirit Weighs Nothing, regia di Erik Shirai, Giappone, Stati Uniti, Danimarca, Regno Unito
Venice Classics
Woo Yuet dik goo si (The Story of Woo Viet), regia di Ann Hui, Hong Kong, 1981
Minjing gushi (On the Beat), regia di Ning Ying, Cina, 1995
Gyoei no mure (The Catch), regia di Shinji Sōmai, Giappone, 1983
Venice Immersive
Back to the Experience, regia di Jessien Huang, Cina
Nox, regia di Rio Nakada, Giappone
Shifting Connections, regia di Tungyen Chou, Taipei
The Pigeon Ring, regia di Yuqi Zhang e Shixin Tao, Cina
Tomori, regia di Misa Haru, Giappone
Voooooo---Peeeeee---, regia di Jiyun Park e Hyeunjoo Woo, Corea del Sud
Ulrica, regia di Hongbo Cai, Stati Uniti, Messico, Micronesia, regia cinese-americana
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