THE IDIOT Vietnam: la libertà di indossare ciò che non era previsto

Essere “foolish” significa conservare abbastanza curiosità da mettere in discussione ciò che la moda considera normale. In conversazione con CZMOS Magazine, il brand vietnamita racconta la propria visione gender neutral, l’influenza di Ho Chi Minh City e il possibile dialogo con la sartoria italiana.
Essere “foolish” non significa creare qualcosa di strano soltanto per attirare l’attenzione. Per THE IDIOT significa conservare abbastanza curiosità da continuare a mettere in discussione ciò che la moda considera normale, appropriato o prevedibile.
Fondato nel 2020 a Ho Chi Minh City, il marchio vietnamita costruisce il proprio linguaggio intorno a silhouette senza genere, forme essenziali ed elementi inaspettati.
Il suo motto, “Be foolish to wear the unexpected”, riassume una filosofia che non riguarda soltanto l’estetica degli abiti.

Parla anche del modo in cui un gruppo creativo sceglie di lavorare, ascoltare e crescere.
Al centro di questo approccio c’è il valore dell’uguaglianza. THE IDIOT rifiuta l’idea che un capo debba appartenere necessariamente a un’identità maschile o femminile, ma evita anche di trasformare la moda senza genere in una sequenza anonima di volumi ampi e colori neutri.
La sua ricerca passa attraverso proporzioni, movimento, costruzione e piccoli cambiamenti capaci di alterare il modo in cui un capo viene indossato o percepito. Una gonna può incontrare elementi strutturati. Una silhouette minimale può essere interrotta da una proporzione inattesa. Qualcosa di complesso può essere ridotto alla sua forma più semplice, senza perdere carattere.
THE IDIOT Vietnam in conversazione con CZMOS Magazine
In questa intervista, THE IDIOT racconta cosa significhi proteggere la libertà creativa mentre il marchio cresce, come si possa progettare oltre le categorie di genere e perché l’energia contraddittoria di Ho Chi Minh City continui a vivere nel suo linguaggio.
La vostra missione è “Be foolish to wear the unexpected”. Mentre THE IDIOT diventa più affermato, cosa vi permette di proteggere l’idea di rimanere “foolish” all’interno del processo creativo?
Per noi, essere “foolish” non ha mai significato essere superficiali o cercare semplicemente di risultare diversi. Significa concederci la libertà di mettere in discussione ciò che viene considerato normale, appropriato o prevedibile, mantenendo la curiosità e l’innocenza necessarie per osservare le cose senza presumere di avere già tutte le risposte.
Man mano che THE IDIOT cresce, crediamo che restare “foolish” diventi ancora più importante. La crescita porta naturalmente con sé delle aspettative, da parte del mercato, dei clienti e talvolta anche da parte nostra. Può essere facile cadere nella tentazione di ripetere ciò che ha già funzionato, ma rimanere “foolish” ci ricorda di non sentirci troppo a nostro agio all’interno di quelle aspettative.
Esiste anche un valore umano dietro questa idea. Crediamo che conservare una certa innocenza e gentilezza ci aiuti a rimanere umili, tranquilli e con i piedi per terra. Per noi, essere umili non significa essere passivi. Significa essere disposti ad ascoltare, imparare e accettare che possiamo sempre migliorare, continuando a crescere senza perdere di vista il punto dal quale siamo partiti.
Vogliamo che questa mentalità sia condivisa dall’intero team. Non riguarda soltanto il modo in cui disegniamo gli abiti, ma anche come lavoriamo, comunichiamo e ci trattiamo reciprocamente. Crediamo che gentilezza e umiltà possano creare un ambiente positivo nel quale la creatività sia libera di crescere naturalmente.
In questo senso, essere “foolish” diventa un modo per proteggere il nucleo di THE IDIOT: la nostra libertà creativa, la curiosità, la gentilezza e la volontà di continuare a imparare. Ci permette di andare avanti rimanendo legati ai valori dai quali tutto è cominciato.
La moda gender neutral viene spesso interpretata attraverso volumi ampi e capi essenziali dai colori neutri. Come superate questa formula, creando abiti aperti a tutti senza renderli visivamente anonimi?
Non pensiamo che gli abiti gender neutral debbano necessariamente avere un aspetto neutro.
Per noi, la neutralità di genere comincia mettendo in discussione l’idea che un capo debba appartenere a un genere specifico. Invece di progettare per una silhouette maschile o femminile già definita, siamo maggiormente interessati alle proporzioni, al movimento, alla costruzione e alla relazione tra l’abito e la persona che lo indossa.
Questo ci permette di sperimentare con forme, volumi e dettagli differenti senza considerarli intrinsecamente maschili o femminili. Un capo può essere strutturato, delicato, ampio, aderente, particolare oppure elegante, rimanendo comunque aperto a corpi e identità differenti.
Allo stesso tempo, l’uguaglianza è una parte importante di ciò che la neutralità di genere rappresenta per noi. Non significa soltanto eliminare le divisioni di genere dagli abiti, ma anche riconoscere che ogni persona merita la stessa libertà di esprimersi ed esistere senza essere definita da una categoria prestabilita.

Consideriamo l’abbigliamento un modo per comunicare questa idea. L’equilibrio consiste nel lasciare alle persone abbastanza libertà per interpretare un capo a modo proprio, continuando però a creare qualcosa dotato di un’identità precisa.
Non vogliamo che l’inclusività comporti la perdita del carattere. L’identità di THE IDIOT nasce dalle nostre silhouette, dalla costruzione e dai piccoli elementi inaspettati presenti all’interno di un capo.
In definitiva, speriamo che gli abiti possano riflettere un senso di uguaglianza e apertura non soltanto sul corpo, ma anche nel modo in cui le persone percepiscono sé stesse.
Descrivete le vostre silhouette come “minimal yet peculiar”. Come capite quando un elemento inaspettato dà identità a un capo, invece di renderlo semplicemente insolito?
Di solito ci chiediamo se quell’elemento inaspettato abbia una ragione per esistere.
Un dettaglio può essere insolito, ma se serve soltanto ad attirare l’attenzione rischia facilmente di diventare decorativo o di sembrare forzato. Siamo più interessati ai dettagli che modificano il modo in cui un capo viene percepito, indossato o costruito, anche quando si tratta di interventi molto discreti.
Per noi, l’equilibrio nasce dal contrasto. Deve esserci qualcosa di familiare che permetta all’elemento inaspettato di esistere in maniera naturale. Una silhouette semplice può creare lo spazio per una costruzione particolare, una proporzione insolita oppure una piccola alterazione del modo in cui il capo dovrebbe normalmente funzionare.
A volte ci interessa anche la trasformazione opposta: convertire qualcosa di complesso o disordinato in qualcosa di semplice, oppure prendere un elemento apparentemente ordinario e modificarlo leggermente fino a renderlo improvvisamente inatteso. Quel momento di trasformazione è spesso il punto nel quale troviamo il nostro “wow”.
Talvolta capiamo che un dettaglio è quello giusto quando, eliminandolo, il capo sembra incompleto. È in quel momento che la sua particolarità diventa parte dell’identità dell’abito, invece di essere soltanto un tentativo di renderlo insolito.
THE IDIOT è nato a Ho Chi Minh City. Quale parte del linguaggio visivo o dell’attitudine del brand pensate sarebbe potuta nascere soltanto in questa città?
Ho Chi Minh City è una città attraversata da contrasti e movimento continui. Il vecchio e il nuovo esistono molto vicini e la città cambia costantemente, talvolta più velocemente di quanto ci si aspetti.
Crediamo che questo ambiente abbia influenzato la nostra attitudine più di qualsiasi riferimento visivo specifico. Esistono una particolare apertura e flessibilità nel modo in cui le persone di Ho Chi Minh City attraversano la città, si vestono, lavorano e interagiscono con influenze differenti.
Generazioni, culture ed estetiche diverse possono convivere senza sentire necessariamente il bisogno di risolvere le proprie differenze.
Esiste inoltre un forte senso di libertà, uguaglianza e generosità che associamo personalmente allo spirito di Saigon. Le persone possono essere calorose, aperte, espressive e disposte a sostenersi reciprocamente. C’è qualcosa di molto generoso e spontaneo in questa energia, una disponibilità ad accogliere le differenze invece di inserirle immediatamente all’interno di categorie.
Questa apertura ha sempre rispecchiato i valori che vogliamo comunicare attraverso THE IDIOT. Crediamo nella creazione di uno spazio per identità, prospettive e modi di essere differenti. Non vogliamo che le persone si sentano limitate da una struttura prestabilita.

Siamo interessati alla curiosità, all’esplorazione, alla scoperta e alla possibilità di sviluppare noi stessi, imparando contemporaneamente a comprendere chi siamo, di cosa abbiamo bisogno e dove vogliamo andare.
Questo senso di coesistenza è diventato importante per THE IDIOT. Siamo interessati ai contrasti tra mascolinità e femminilità, semplicità e particolarità, struttura e movimento, familiarità e sorpresa.
Invece di cercare di rappresentare Ho Chi Minh City attraverso riferimenti vietnamiti immediatamente riconoscibili, pensiamo che la città emerga più discretamente nella nostra attitudine: adattabile, curiosa, generosa, aperta, talvolta contraddittoria e sempre in movimento, mentre continua a portare con sé diversi livelli del proprio passato.
In un certo senso, THE IDIOT aggiunge semplicemente un altro sapore e un altro colore alla mappa della moda vietnamita. Vogliamo offrire un’ulteriore possibilità alle persone che vivono qui e contribuire, nel nostro piccolo, a presentare a un pubblico internazionale la diversità e i valori della moda vietnamita.

La moda italiana è profondamente associata alla sartoria e a idee consolidate di eleganza. Se THE IDIOT entrasse in dialogo con l’Italia, quale parte di questa tradizione vorreste conservare, reinterpretare oppure sovvertire?
Probabilmente cominceremmo dall’artigianalità.
Esiste qualcosa di senza tempo nell’approccio italiano alla sartoria: l’attenzione dedicata alla costruzione, alle proporzioni, ai tessuti e alla relazione tra un capo e il corpo. Sono valori che vorremmo preservare e dai quali ci piacerebbe imparare.
Allo stesso tempo, saremmo interessati a reinterpretare ciò che oggi può essere considerato elegante. Per noi, l’eleganza non deve necessariamente essere raffinata, formale oppure costruita perfettamente secondo il senso tradizionale del termine. Può esistere anche in qualcosa di imperfetto, rilassato, inatteso o leggermente strano.
Forse è proprio qui che il dialogo con l’Italia diventerebbe interessante per THE IDIOT: rispettare la disciplina che sostiene la sartoria, mettendo contemporaneamente in discussione alcune delle sue regole.
Vorremmo scomporre quella tradizione, comprendere perché funziona e osservare cosa accade quando la affrontiamo dalla nostra prospettiva, come brand vietnamita e gender neutral inserito in un contesto contemporaneo.
Invece di rifiutare la tradizione, preferiremmo sovvertirla dall’interno.
L’imprevisto come spazio di libertà
THE IDIOT non utilizza il concetto di moda gender neutral per cancellare le identità. Lo adopera per moltiplicare le possibilità attraverso le quali un corpo può incontrare un abito.
Allo stesso modo, il marchio non considera la tradizione qualcosa da rifiutare automaticamente. Anche nel confronto immaginato con la sartoria italiana, il primo gesto sarebbe comprendere la tecnica, le proporzioni e la relazione con il corpo. La trasformazione arriverebbe soltanto dopo, lavorando dall’interno delle regole.
È una filosofia costruita attraverso equilibri apparentemente opposti: disciplina e libertà, semplicità e stranezza, struttura e movimento, identità e apertura.
In una città nella quale epoche, culture ed estetiche convivono senza fondersi completamente, THE IDIOT ha trovato un modo per lasciare aperte queste contraddizioni. Essere “foolish” significa allora non smettere di fare domande, anche quando il mercato sembra aver già trovato una risposta.
Informazioni sul brand
THE IDIOT è un marchio gender neutral fondato nel 2020 e basato a Ho Chi Minh City, Vietnam.
Le collezioni sono disponibili attraverso il sito ufficiale del brand e presso rivenditori selezionati a Singapore, Los Angeles, Malaysia e Sydney. THE IDIOT effettua inoltre spedizioni dirette verso diversi Paesi europei, inclusa l’Italia.
Crediti fotografici
Fotografia: Kai Naito
Produzione: Kohei Kawano
Hair and makeup: Imanishi Yukiko
Concept e styling: Tomie
Modello: Hibiki Tomiyama



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