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Pink Poppy Flowers
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IN BEAUTY VERITAS: la bellezza imperfetta come atto di resistenza

  • Immagine del redattore: CZMOS Redazione
    CZMOS Redazione
  • 21 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

In Beauty Veritas non è un progetto sulla bellezza. È un progetto contro l’idea di bellezza come obbligo sociale.


Nel lavoro di Daisy Peluso, la bellezza imperfetta contemporanea emerge come una presa di posizione netta: il corpo non è più un oggetto da correggere, ma un territorio da riconquistare. I volti iconici della storia dell’arte vengono riattivati e disturbati, attraversati da maschere, cerotti, segni visibili di intervento.


Non c’è nostalgia. C’è conflitto.


Il corpo come opera, l’opera come campo di pressione


Peluso paragona l’essere umano a un’opera d’arte non per elevarlo, ma per smascherare il meccanismo opposto: oggi l’opera viene standardizzata, resa conforme, privata della sua complessità.


La bellezza imperfetta contemporanea, in questo ciclo, diventa una forma di resistenza visiva. Ogni intervento sul volto non nasconde, ma espone il tentativo di adattamento imposto dal presente.


Il corpo diventa archivio di fragilità, ma anche di cultura, appartenenza, identità.



Nuovi canoni, stessa violenza


I vecchi canoni estetici non sono scomparsi. Sono stati riformulati.


Peluso mostra come i nuovi modelli di bellezza, apparentemente inclusivi, continuino a generare esclusione. Il diverso viene tollerato solo se corretto, addomesticato, reso accettabile.


In questo senso, la bellezza imperfetta contemporanea non è un’estetica alternativa: è una rottura politica.


Utilizzando archetipi dell’arte classica, In Beauty Veritas crea un cortocircuito temporale. Il passato non viene celebrato, ma messo in dialogo forzato con il presente. Il risultato è un giudizio silenzioso ma netto: l’ossessione per la perfezione ha prodotto corpi più controllati, non più liberi.


La verità evocata dal titolo non è morale.È corporea.

Solo attraverso la consapevolezza di sé e l’accettazione del diverso, il ciclo può trovare un epilogo differente. Non perfetto. Non pacificato.Più onesto.



Perché questo lavoro è su CZMOS


CZMOS rifiuta una cultura visiva rassicurante. In Beauty Veritas è un progetto che disturba perché non offre soluzioni rapide, ma espone il problema.

La bellezza imperfetta contemporanea, qui, non è una tendenza. È una necessità.

Chi è Daisy Peluso (e perché il passato è una ferita aperta)


Daisy Peluso, artista pugliese classe 1995, costruisce la sua ricerca a partire da una frattura temporale: il passato non come archivio, ma come corpo vivo.


Dopo una formazione socio-psico-pedagogica, Peluso sceglie di dedicarsi completamente all’arte, conseguendo il diploma accademico di I e II livello in Arti Visive, con una specializzazione in fotografia e pittura. Ma il suo percorso non segue una logica lineare: è un attraversamento continuo tra discipline, epoche e materiali.


Il suo lavoro nasce da una fascinazione profonda per l’arte antica — dalla pittura classica alla fotografia d’epoca — studiata e interiorizzata durante il percorso accademico. Non per essere citata, ma per essere riattivata.


Sono sempre stata affascinata dal passato, ho avuto modo durante il mio percorso accademico di studiare e conoscere l'arte antica in tutte le sue forme ed espressioni, dalla pittura fino alla fotografia d'epoca. Nei miei lavori ho voluto pertanto coniugare in un'unica realtà, mediante la sperimentazione di tecniche e materiali, gli elementi del passato e quelli del presente, cosi da far rivivere il primo nel secondo e viceversa in una dimensione nuova.

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