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Pink Poppy Flowers
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GIIN — Il desiderio come atto politico

  • Immagine del redattore: Valentina Bonin
    Valentina Bonin
  • 23 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Esce oggi, venerdì 23 gennaio, per Giungla Dischi (in licenza con Artist First), Come ti voglio, il nuovo brano di GIIN. Non è una canzone che chiede spazio. Lo prende.


Come ti voglio si muove tra confessione e ossessione, tra carne e bisogno. È una fame emotiva che diventa pelle, respiro, contatto. Ma soprattutto è una presa di posizione: una donna che desidera e prende parola sul proprio corpo, sulla propria voglia, spostando il centro del desiderio dallo sguardo che osserva alla volontà che afferma. Qui il desiderio non attraversa: fonda. Definisce.


Non c’è seduzione ammiccante né distanza protettiva. C’è esposizione. C’è rischio. Il corpo non è superficie narrativa, ma soggetto attivo. E in questo gesto, ancora oggi, c’è qualcosa di radicale.



Sotto la tensione fisica emerge un bisogno più profondo e universale: appartenere a qualcuno capace di reggere la stessa intensità emotiva. Non una relazione tiepida, non un contatto distratto, ma un incontro che non si ritrae quando la densità aumenta.


Come racconta GIIN:

«“Come ti voglio” è un rifiuto dell’apatia contemporanea, una resistenza alla freddezza del presente e allo stesso tempo l’accettazione di quella parte autentica di noi che spesso tendiamo a nascondere o addolcire

In un’epoca che celebra l’individualismo emotivo e la distanza come forma di controllo, il brano si inserisce come una tensione new wave: un’urgenza di connessione, di sentirsi, di toccarsi, di esistere insieme all’altro. Non come dipendenza, ma come scelta consapevole.



GIIN, pseudonimo di Ginevra De Tommasi (classe 2003), è chitarrista, autrice e cantante. La sua scrittura fonde alternative rock anni ’90 e atmosfere dream pop eteree, costruendo un immaginario intenso, notturno, immediatamente riconoscibile.


Dopo la partecipazione a Sanremo Giovani 2024 con Tornare al mare, pubblica l’EP Correre (dicembre 2024): un primo passo lucido, che rifiuta l’urgenza del risultato e privilegia la ricerca dell’identità sonora.


Il progetto si muove tra alt-rock e suggestioni dreamy, con arpeggi di chitarra che richiamano riferimenti come The Cure e The Strokes, rielaborati in una chiave personale. Nell’estate successiva arriva Nessuna fretta feat. Giorgio Maria Condemi, seguita da un tour che la porta sui palchi di diverse città italiane.


La nostalgia anni ’90 è il punto di partenza, non l’arrivo. GIIN guarda a un suono più moderno e internazionale, ancora poco esplorato nel panorama italiano. Con Come ti voglio, oggi, chiarisce una posizione: non canta per intrattenere. Canta per sentire. E per ricordarci che desiderare, adesso, è un atto di resistenza.



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