1VERSE, fuori dal loop delle etichette: «Vogliamo far sentire le persone viste»

Nato dalle serate trascorse alle claw machine, il secondo single album dei 1VERSE trasforma il tentativo ripetuto in perseveranza.
Kenny, Nathan e Aito raccontano a CZMOS ciò che non abbandonerebbero mai e l’identità che vogliono proteggere mentre il gruppo continua a crescere.
Una claw machine raramente restituisce il premio al primo tentativo. Si inserisce un’altra moneta, si riposiziona il braccio e si prova ancora, anche quando l’oggetto sembra continuare a sfuggire.
È da questa esperienza quotidiana che nasce LOOP, il secondo single album dei 1VERSE. Dietro l’ambientazione colorata di una sala giochi, il gruppo costruisce una riflessione più ampia sulla perseveranza: continuare a inseguire qualcosa anche quando il risultato non è ancora vicino.

Nel corso di una group press interview, CZMOS Magazine ha incontrato Kenny, Nathan e Aito per parlare della creazione del brano, di ciò che non abbandonerebbero mai e dell’identità che vogliono proteggere mentre 1VERSE continua a crescere.
Una canzone nata giocando
L’idea di LOOP non è partita da un concept deciso a tavolino. Prima ancora che esistesse una base strumentale, i membri si sono ritrovati a parlare di ciò che stavano vivendo in quel periodo.
È stata quasi una sessione di terapia.
Tra le esperienze condivise sono emerse le visite alle sale giochi e le numerose partite alle claw machine. Da lì, trasformare quella routine in una canzone è sembrato naturale.
Il processo creativo ha coinvolto Kenny, Nathan e Aito nella scrittura e nella composizione. Il gruppo è partito da qualcosa che conosceva direttamente, senza cercare di renderlo più complesso del necessario.
A volte non deve essere tutto così complicato
Per scrivere una canzone divertente, anche il processo doveva conservare la stessa leggerezza.
Quell’atmosfera è arrivata fino al set del video musicale. I tre ricordano di essersi lasciati coinvolgere dai giochi al punto da dimenticare, in alcuni momenti, che le telecamere stessero ancora registrando.
Le macchine continuavano a produrre suoni durante le riprese e la troupe ha dovuto persino scollegarne alcune.
Il video non ricostruisce quindi soltanto l’estetica di una sala giochi. Conserva una parte del divertimento reale dal quale il brano è nato.

Continuare anche quando il premio sfugge
In LOOP, il gesto di tentare ancora diventa una metafora. Il gruppo prende qualcosa che potrebbe assomigliare a un’ossessione e lo trasforma in perseveranza: sapere cosa si vuole e continuare a cercarlo, nonostante la distanza.
Il brano prosegue idealmente il racconto iniziato con What If. Se nella canzone precedente prevaleva la sensazione di cadere senza sapere dove andare, questa volta la direzione appare più chiara.
Ora sappiamo dove vogliamo andare e continueremo finché non riusciremo a raggiungerlo.
Quando CZMOS ha chiesto cosa non abbandonerebbero mai, le risposte hanno mostrato tre lati molto diversi del gruppo.
Aito ha indicato il violino e il desiderio di continuare a esercitarsi per migliorare. Kenny ha scelto la recitazione e la scrittura, due linguaggi creativi che vorrebbe sviluppare accanto alla musica.
Nathan è rimasto fedele al mondo di LOOP: le claw machine. Se investe denaro nel tentativo di ottenere un premio, ha spiegato, difficilmente riesce a fermarsi prima di averlo conquistato.
La risposta più giocosa contiene comunque la stessa logica della canzone. Provare ancora non riguarda necessariamente un grande sogno. Può comparire anche nelle piccole sfide che rivelano quanto sia difficile accettare di lasciare qualcosa incompiuto.
Chi decide cosa rende diverso un gruppo?
1VERSE riunisce cinque membri provenienti da esperienze e Paesi differenti: Hyuk e Seok sono nati in Corea del Nord, Aito viene dal Giappone, mentre Kenny e Nathan sono cresciuti negli Stati Uniti.
Questa composizione ha accompagnato gran parte delle conversazioni intorno al gruppo fin dal debutto. Eppure, quando abbiamo chiesto cosa renda davvero 1VERSE diverso dagli altri, la risposta non ha cercato uno slogan.
Onestamente, non lo sappiamo. Vorremmo lasciare che siano i fan a decidere cosa ci rende diversi per loro.
È una posizione significativa in un settore nel quale l’identità di un gruppo viene spesso presentata attraverso concetti immediatamente riconoscibili. 1VERSE preferisce concentrarsi sulla relazione che vuole creare attraverso la musica.
Il nostro obiettivo è aiutare le persone a sentirsi viste e portare fuori qualcosa di autentico. Qualcuno può ascoltarci e pensare: “Anch’io sto attraversando questo”. Questo può farlo sentire meno solo.
Per loro, distinguersi non dovrebbe diventare una competizione. La differenza può emergere naturalmente quando gli artisti parlano con sincerità delle proprie esperienze e permettono al pubblico di riconoscersi.
Proteggere l’ambizione senza esserne consumati
La parte che Kenny vorrebbe proteggere durante la crescita del gruppo non riguarda soltanto il suono. Riguarda il tempo e la possibilità di capire quale artista desidera diventare.
Il mio obiettivo principale è trovare un equilibrio tra lavoro e vita privata. L’ambizione può escludere molte altre cose e, per seguire questa carriera, bisogna fare numerosi sacrifici.
Ora che il percorso del gruppo sta assumendo un ritmo più stabile, vorrebbe imparare a rallentare e osservare meglio le proprie possibilità. Non pensa soltanto alla canzone o all’album successivo, ma anche alla scrittura creativa, alla recitazione e ad altre forme di espressione capaci di alimentare la sua identità musicale.
Tendo a pensare troppo anche alle cose che potrebbero essere più semplici. Sto cercando di rallentare, perché la vita non deve necessariamente andare così veloce.
Questa consapevolezza introduce una sfumatura importante nel messaggio di LOOP. Continuare a provare non significa correre senza sosta.
La perseveranza può convivere con la necessità di fermarsi, proteggere il proprio equilibrio e capire quale direzione valga davvero la pena seguire.
Dall’Italia, il riferimento ai Måneskin
Il legame con l’Italia è arrivato attraverso la musica e la performance. Durante gli anni nel coro, Kenny ha cantato diversi brani in italiano, anche se ha ammesso con ironia di non ricordarne più i titoli e di aver spesso affrontato la lingua senza comprenderla completamente.
Tra i riferimenti contemporanei è emerso invece il nome dei Måneskin. Il gruppo romano, vincitore dell’Eurovision Song Contest nel 2021, ha attirato la loro attenzione per il modo in cui porta il rock sul palco e costruisce una presenza visiva riconoscibile.
Più che indicare una singola influenza, i membri hanno però sottolineato la propria curiosità verso ciò che nasce da culture e discipline differenti.
Ogni volta che vediamo qualcosa di interessante provenire da un’altra cultura, dalla musica alla moda, rimaniamo affascinati. Tutto ciò che richiede creatività può diventare un’ispirazione.

Un loop che guarda avanti
Dietro l’ironia, le claw machine e le conversazioni che sembrano trasformarsi continuamente in battute, 1VERSE mantiene un’idea precisa: la musica può creare uno spazio nel quale esperienze molto differenti smettono di rappresentare una distanza.
La loro storia multiculturale continuerà inevitabilmente a suscitare attenzione, ma il gruppo non vuole ridursi alla somma delle origini dei suoi membri. Vuole essere riconosciuto per ciò che costruisce attraverso quelle differenze.
Anche il rapporto tra loro ha richiesto tempo. Come hanno raccontato rivolgendosi ai fan, all’inizio non era sempre semplice andare d’accordo proprio perché provenivano da realtà differenti.
La crescita del gruppo è passata dall’imparare ad accogliere quei contrasti, senza pretendere necessariamente di comprenderli o apprezzarli tutti nello stesso modo.
LOOP cattura questo momento del loro percorso.
1VERSE non ha ancora raggiunto tutti i propri obiettivi: Nathan sogna un giorno di esibirsi su un palco come quello del Coachella, mentre Aito guarda al Tokyo Dome. Ma la distanza non sembra spaventarli.
La canzone non promette che ogni tentativo sarà quello giusto. Dice soltanto che, quando qualcosa conta davvero, vale la pena riposizionare il braccio e provare ancora. Un ringraziamento speciale a Singing Beetle per aver organizzato la group press interview con 1VERSE e reso possibile questa conversazione.



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