2Z: Non sono K-pop. Sono una band.
- CZMOS Redazione

- 4 mag
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Il nome significa "combattere fino alla fine". Sei anni dopo il debutto, i 2Z ancora combattono, ma non più contro il mercato o il genere. Combattono per qualcosa di più sottile e, forse per questo, più difficile da conquistare: il diritto a una propria identità in un'industria costruita per cancellarla.
Nati nel 2020 dentro la macchina del K-pop, i 2Z hanno sempre avuto un problema di categorizzazione. Sono una rock band,chitarre, batteria, dinamica dal vivo, ma operano in un sistema pensato per idol: coreografie sincronizzate, fandom gestiti, immagini curate al millimetro. Il conflitto è strutturale, e lo sanno.

La svolta arriva con Highness (agosto 2025) e il singolo 6, consolidata dal Glorydayz Tour in Europa e Brasile. Da questi mesi, i 2Z escono con una direzione precisa. La chiamano "Indie Dance" la fusione tra l'energia fisica di una band e la semplicità accessibile della dance music. Non è un compromesso. È una sintesi.
Ma è soprattutto sul palco che la loro identità si rivela. Hojin, il batterista, parla di musica come linguaggio che supera le parole: contatto oculare, atmosfera, persino l'odore di un momento. Una visione che in Italia conosciamo bene — la musica come rito, non come prodotto. Ed è esattamente quello che manca nel racconto mainstream del K-pop.
"La nostra musica era arrivata lì prima di noi. Quando ce ne siamo accorti, è stato un colpo." - Nua, 2Z
Il tour europeo era già stato annullato due volte. Quando i 2Z sono finalmente arrivati, hanno trovato sale piene di persone che conoscevano già le loro canzoni, senza promo ufficiale, senza passaggi radio. Solo piattaforme, community, algoritmi.
La cultura asiatica in Europa non passa più dai canali tradizionali. Arriva direttamente. E quando la band mette piede sul palco, il lavoro è già fatto.
Li abbiamo incontrati. Ecco cosa ci hanno detto.
Quando i 2Z sono arrivati in Europa, CZMOS era lì. Queste sono le domande che abbiamo fatto, e le risposte che non ti aspetti da una band che dovrebbe limitarsi a sorridere per le foto.
2Z significa "combattere fino alla fine". Dopo sei anni di debutto, cosa state ancora combattendo — il mercato, il genere, le aspettative?
Abbiamo combattuto costantemente per condividere la nostra musica e il nostro messaggio con più persone. Di recente, attraverso l'album Highness, il singolo 6 e i tour Glorydayz in Europa e Brasile, siamo riusciti a trovare chiaramente la direzione che vogliamo prendere come band. Da qui in avanti, i 2Z puntano all'Indie Dance, unire le qualità energetiche e romantiche di una band alla semplicità e accessibilità della dance music. Dopo sei anni dal debutto sentiamo di aver finalmente trovato il nostro carattere e la nostra identità. -Zunon
Red Hot Chili Peppers, Pearl Jam, X Japan — band istintive, quasi fisiche. Quanto di quella energia cercate nella vostra musica?
Quando abbiamo fondato la band stavamo ancora scoprendo il rock, ed è in quel momento che ci siamo avvicinati a quelle band. Eravamo attratti dalla loro energia grezza e dalla loro forza visiva. Ma dopo il debutto, le nostre influenze più grandi sono diventate band britanniche come Coldplay e The 1975. Tutta la musica dei 2Z ruota attorno a un tema centrale: la speranza. Come i Coldplay vogliamo dare conforto attraverso la musica, e The 1975 ci ha mostrato che una band può essere stilisticamente espressiva in un modo completamente nuovo. -JungHyun

Avete attraversato cambi di formazione. C'è stato un momento in cui avete sentito "questo è il nostro suono", non qualcosa in costruzione, ma qualcosa che già esiste?
Sì, c'è stato davvero un momento così. Abbiamo attraversato i cambi di formazione, e durante tutto quel tempo c'era sempre questa domanda: "che tipo di gruppo siamo?" Ma a un certo punto è diventato: "questo è quello che facciamo, questo è chi siamo." Soprattutto durante l'ultimo show del Glorydayz Tour a São Paulo, quando ho visto il colore e l'energia unici di ogni membro convergere e raggiungere il pubblico... È lì che ho capito con certezza: questo è il nostro suono. -Bumjun
Per te il live va oltre la performance. Come pensi al rapporto con le persone che sono in quella stanza?
Per me una rock band è un gruppo di musicisti che può comunicare con il pubblico nel modo più diretto e intimo possibile. Le rock band portano solitamente messaggi che riflettono lo spirito del loro tempo, e ci sono persone che si connettono con quei messaggi e quei suoni, per questo riusciamo a comunicare su un livello così vicino. Credo anche che la musica esista su un livello superiore rispetto alle lingue che usiamo nella vita quotidiana. Quando ci esprimiamo attraverso la musica, le persone non ricordano solo le parole, ricordano l'umore, l'atmosfera, il contatto oculare, persino il profumo di quel momento. Attraverso tutto questo capiscono cosa sta cercando di dire la band. Per questo credo che quello che facciamo sia così speciale. -Hojin
In Italia avete esaurito i biglietti senza promozione ufficiale. Loro vi conoscevano, voi ancora no. Che sensazione è stata?
Onestamente, visto che il tour europeo era stato cancellato due volte prima, credo che quando siamo partiti sentissimo più preoccupazione che eccitazione. Ma una volta arrivati, ci siamo resi conto che c'erano così tante persone che già conoscevano la nostra musica e ci aspettavano. È stato davvero surreale. Sembrava che la nostra musica fosse arrivata lì prima di noi, e quel momento mi ha colpito molto. - Nua
Una band che combatte per esistere in uno spazio che non esiste. Teneteli d'occhio, il prossimo capitolo è già in arrivo. IG: https://www.instagram.com/2zband_official/



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