Met Gala 2026: "Fashion is Art" e il carpet che l'Asia ha dominato
- CZMOS Redazione

- 4 giorni fa
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Il primo lunedì di maggio è tornato. E quest'anno, più che in passato, il Met Gala ha detto qualcosa di preciso su dove si muove l'asse culturale della moda globale.
Il Met Gala 2026 si è tenuto il 5 maggio a New York, al Metropolitan Museum of Art, con il tema Costume Art e il dress code Fashion is Art.
La mostra omonima del Costume Institute, cuore pulsante dell'evento, esplora il rapporto tra il corpo vestito e le rappresentazioni artistiche attraverso i secoli: non la moda come decorazione, ma come forma d'arte incarnata.
Il risultato sul carpet è stato, in alcuni casi, straordinario. In altri, prevedibile. Ma c'è un filo conduttore che vale la pena seguire: le proposte culturalmente più dense della serata sono arrivate dall'Asia.
Il tappeto rosso come manifesto
Prima ancora degli abiti, vale notare un dettaglio strutturale. Il tappeto del Met Gala 2026 è stato realizzato dal brand indiano Neytt by Extraweave, con circa 500 artigiani impegnati per novanta giorni. Il manifatturiero asiatico era letteralmente sotto i piedi di chiunque salisse i gradini del museo. Non è una curiosità: è il punto di partenza per leggere la serata.
BLACKPINK al completo: quattro interpretazioni del tema
Per la prima volta, tutte e quattro le BLACKPINK erano presenti al Met Gala nello stesso anno, invitate separatamente, come muse dei rispettivi brand di riferimento. È una distinzione importante: non un'apparizione di gruppo, ma quattro posizionamenti editoriali distinti.
Lisa ha indossato un abito custom di Robert Wun con repliche tridimensionali delle sue stesse braccia che reggevano un lungo velo tempestato di cristalli Swarovski. Il corpo come scultura che si duplica e si espone: difficile immaginare risposta più precisa al tema della serata.
Rosé ha scelto un abito nero di Anthony Vaccarello per Saint Laurent, con un uccello di cristalli cucito sul corpetto. Non un dettaglio decorativo: il motivo prende ispirazione diretta da un dipinto di Georges Braque sul soffitto del Louvre. Citazione storico-artistica esplicita, eseguita con understatement.
Jisoo ha fatto il suo debutto assoluto al Met Gala in un abito custom Dior firmato da Jonathan Anderson, drappeggi che scendono come petali, con gioielli Cartier d'archivio a completare il look.
Jennie è tornata con Chanel in un abito colonna azzurro ghiaccio costruito con quindicimila foglie di paillettes metalliche cucite a mano. "Mi sento come un mosaico che prende vita", ha detto sul carpet.
Aespa: il hanbok reinterpretato e il cigno nero
Karina e Ningning di aespa hanno portato due letture opposte e complementari del tema. Karina ha indossato un abito Prada la cui silhouette trae ispirazione dal hanbok, il costume tradizionale coreano, non come citazione folcloristica, ma come struttura di base rielaborata in chiave contemporanea. Ningning ha scelto un custom Gucci con volumi costruiti attorno all'immagine del cigno nero: teatrale, preciso, riconoscibile.
I debutti: KUN, Ahn Hyo-seop, EJAE, Audrey Nuna
Il Met Gala 2026 ha registrato diversi debutti significativi nel panorama asiatico.
Ahn Hyo-seop, conosciuto a livello globale per il progetto KPop Demon Hunters, ha scritto una piccola nota storica: è il primo attore coreano a partecipare al Met Gala in undici anni. Sul carpet in custom Valentino, giacca con ricami di paillettes bianche e dorate, sciarpa di seta rossa, scarpe con borchie dorate, ha completato quello che lui stesso ha definito una sorta di "global triple crown", dopo il Tonight Show e il red carpet degli Oscar. Sul tema del dress code ha dichiarato: "Quando smetti di cercare di impressionare, la vera forma d'arte diventa qualcosa di onesto."
KUN, cantante e rapper cinese tra i più rilevanti della sua generazione, si è presentato con un look che rifletteva l'estetica del suo album del 2026, costruito attorno al singolo Deadman, tra riferimenti dark e artigianalità sartoriale.
EJAE e Audrey Nuna, entrambe note per HUNTR/X, hanno calcato il carpet rispettivamente in un abito di cristalli Swarovski e in un abito Robert Wun, presenze che segnalano un allargamento del perimetro delle star asiatiche riconosciute a livello internazionale.
Perché il Met Gala 2026 è un segnale
Non è retorica dire che l'Asia ha dominato il Met Gala 2026. È una lettura dei dati: il carpet era asiatico, gli abiti più discussi erano asiatici, i debutti più significativi erano asiatici. Jennie, Lisa, Rosé, Jisoo, non erano lì come rappresentanti di una scena emergente. Erano lì come titolari di un rapporto consolidato con le maison più importanti del mondo.
Quello che il Met Gala 2026 conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, è che il dialogo tra l'industria della moda occidentale e le star asiatiche non è più unilaterale. È una conversazione in cui entrambi i lati portano qualcosa.
Qual è il tema del Met Gala 2026?
Il tema del Met Gala 2026 è Costume Art, con dress code Fashion is Art. La mostra del Costume Institute esplora il rapporto tra corpo, arte e moda attraverso i secoli.
Quali star asiatiche erano al Met Gala 2026?
Al Met Gala 2026 erano presenti tutte e quattro le BLACKPINK (Lisa, Rosé, Jisoo, Jennie), Karina e Ningning di aespa, Ahn Hyo-seop, KUN, EJAE e Audrey Nuna, tra gli altri.
Cosa ha indossato Lisa al Met Gala 2026?
Lisa ha indossato un abito custom di Robert Wun con repliche tridimensionali delle sue braccia e un velo di cristalli Swarovski.
Chi ha realizzato il tappeto del Met Gala 2026?
Il tappeto del Met Gala 2026 è stato realizzato dal brand indiano Neytt by Extraweave, con circa 500 artigiani che hanno lavorato per novanta giorni.























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