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NAYA YEIRA: «Più lo seguo, più mi rivela ciò che vuole diventare»

  • Immagine del redattore: CZMOS Redazione
    CZMOS Redazione
  • 5 ore fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Naya è una cantante indonesiana cresciuta tra Jakarta e Londra. La sua identità artistica è da sempre plasmata da un ricco intreccio di influenze culturali che attraversano la musica indonesiana, il pop occidentale, le sonorità alternative e il cinema.


Ispirata anche dal lavoro del padre come regista, ha sviluppato fin da piccola una passione per la narrazione e la costruzione di mondi, portando successivamente queste influenze all’interno di una musica capace di bilanciare vulnerabilità emotiva e paesaggi sonori ricchi, stratificati e cinematografici.



Il suo singolo di debutto, “Peace of Mind”, ha introdotto il suo personale e intenso incontro tra R&B, pop e hip-hop attraverso un inno all’amore per sé stessi dopo la fine di una relazione, ottenendo fin da subito l’attenzione degli addetti ai lavori e il sostegno di Timbaland.


Siamo felici di poter raccontare sul magazine un’artista come lei: un’artista che si esprime attraverso un linguaggio cinematografico, permettendo alle persone di entrare nel suo mondo mentre continua, allo stesso tempo, a scoprirlo lei stessa.


Abbiamo avuto il piacere di parlare con lei. Ecco cosa ci ha raccontato.


NAYA YEIRA racconta ciò che sta provando


1. Il tuo lavoro sembra spesso esistere in uno spazio sospeso tra realtà e immaginazione. Esiste una parte del tuo mondo interiore alla quale riesci ad accedere solamente attraverso la creazione, e non nella vita quotidiana?


Molte delle mie canzoni iniziano da una sensazione alla quale non riesco ancora a dare un nome. Posso avere delle frasi casuali nell’app Note, piccole melodie, note vocali o idee visive, ma inizialmente non so davvero di cosa parlino. Scrivere è il modo in cui riesco a scoprirlo.
È quasi come se stessi scoprendo la canzone, invece di scriverla. A metà del processo, improvvisamente, mi rendo conto: «Oh… quindi è questo ciò che stavo provando».
Probabilmente è per questo che la mia musica sembra così cinematografica o onirica. Non si tratta tanto di documentare la realtà, quanto di tradurre le emozioni in un luogo o in un mondo nel quale le persone possano entrare. È attraverso la creazione che riesco a comprendere me stessa nel modo più sincero.

2. Sei nata a Jakarta e hai sviluppato il tuo percorso artistico a Londra. In che modo vivere tra questi due contesti culturali ha influenzato il modo in cui comprendi te stessa e crei musica? Ci sono elementi della tua identità indonesiana che entrano naturalmente nel tuo lavoro, anche quando non sono immediatamente visibili?


Crescere tra Jakarta e Londra ha influenzato quasi ogni aspetto del mio modo di vedere il mondo. Non ho mai sentito di appartenere completamente a un luogo o all’altro, e penso che questa sensazione trovi naturalmente spazio nella mia musica.
L’Indonesia sarà sempre casa per me. Mi ha trasmesso un fortissimo senso della famiglia, del calore e della comunità. Allo stesso tempo, credo di sentirmi molto al sicuro lì e di avere forse un po’ paura di essere creativamente diversa. Londra mi ha dato la libertà di sperimentare, mettere in discussione le cose e scoprire davvero la mia voce come artista.
Anche quando non è immediatamente evidente, la mia identità indonesiana è sempre presente. A volte si trova nelle storie che racconto, nelle emozioni verso le quali sono attratta o nei valori che si nascondono sotto la musica. Altre volte è nascosta nei suoni o nei piccoli dettagli.
Non si tratta tanto di creare “musica indonesiana”, quanto di portare con me quelle esperienze in tutto ciò che creo.

Naya Yeira nell’intervista dedicata alla sua musica e identità creativa
credit Ejatu Shaw©_ (@ejatushaw)

3. La tua musica unisce R&B alternativo, soul, sperimentazione elettronica e pop senza rientrare perfettamente in un unico genere. Quando inizi a creare una canzone, parti da un’emozione, da un suono, da un’immagine visiva o da una storia?


Di solito tutto inizia da piccoli frammenti. Potrebbe essere una frase che ho annotato, una melodia che continua a girarmi in testa, un’immagine visiva o semplicemente una sensazione che non riesco a spiegare. Raccolgo tutti questi piccoli elementi finché qualcosa non inizia ad avere senso.
Raramente mi siedo sapendo esattamente di cosa voglio scrivere. Sinceramente, sento che la canzone esista già da qualche parte e che io stia semplicemente cercando di trovarla. Più la seguo, più mi rivela ciò che vuole diventare.

4. Esiste una parte della tua identità creativa che il pubblico, o persino l’industria musicale, ha più volte frainteso? Che cosa vorresti che le persone notassero andando oltre la versione più immediata di Naya Yeira?


Penso che a volte le persone credano che la prima musica che pubblichi rappresenti per sempre chi sei. I miei primi lavori sono usciti in un momento in cui stavo ancora cercando di capire chi fossi come autrice e come artista, e da allora sono cresciuta moltissimo.
Quello che mi interessa maggiormente adesso non è semplicemente pubblicare delle canzoni. Amo costruire mondi nei quali la musica, le immagini e la narrazione diventano parte della stessa esperienza.
Gran parte di ciò che realizzo è completamente DIY e nasce insieme al mio produttore e ai miei amici più stretti. Creiamo personalmente le copertine, i videoclip e i concept creativi. Sto anche imparando autonomamente a utilizzare strumenti come Blender e TouchDesigner, perché per me rappresentano un ulteriore linguaggio attraverso il quale esprimere le emozioni che si trovano dietro alla musica.
Voglio che le persone entrino in un mondo completo, non che si limitino ad ascoltare una canzone.

5. Dal momento che CZMOS ha sede in Italia, ci piace sempre creare un piccolo legame tra i nostri ospiti e il nostro Paese. Esiste un artista, musicista, regista, designer o un’altra figura creativa italiana che ti ha influenzata o ispirata in qualche modo?


Ho sempre amato Ghali. Sono cresciuta ascoltando la sua musica e ciò che mi ha davvero ispirata è stato il modo naturale con cui riusciva a unire rap e melodia, rimanendo sempre completamente fedele a sé stesso.
Essendo cresciuta anch’io tra culture diverse, mi sono sempre sentita vicina agli artisti che non hanno paura di accogliere ogni parte della propria identità, invece di cercare di rientrare in un’unica definizione.
Naya Yeira nell’intervista dedicata alla sua musica e identità creativa
Recentemente ho anche avuto la fortuna di trascorrere più tempo in Italia, arrivando ad aprire il concerto di Craig David in un club privato sul Lago di Como, esperienza per la quale sono incredibilmente grata.
È stato un momento davvero speciale, che mi ha permesso di apprezzare ancora di più la scena creativa del Paese. In futuro mi piacerebbe trascorrere più tempo in Italia, creando nuova musica ed esibendomi dal vivo.

Dall’Indonesia a Londra, fino ad arrivare qui in Italia, su CZMOS.


Un’artista che sta ancora scoprendo sé stessa ma che, allo stesso tempo, pubblica musica con la sicurezza di chi lavora nell’industria da anni.


Nuovi mondi stanno prendendo forma e crediamo che Naya riuscirà a trasportarci in un universo completamente diverso.


Ascolta qui il suo ultimo singolo: https://lnk.to/raffleticket


Grazie, NAYA.


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