La Cina non fa solo C-pop. La scena alternativa cinese che l'Italia non conosce ancora.
- Valentina Bonin

- 22 mag
- Tempo di lettura: 3 min
Su Spotify hanno pochi ascolti. In Europa quasi nessuno sa chi sono. Ma in Cina riempiono i locali, vendono i tour in poche ore e costruiscono un'identità visiva e sonora che non ha niente a che fare con gli idol, i talent show o il C-pop da classifica.
C'è una scena alternativa cinese che esiste da anni, cresce sotterranea, e nel 2025 ha cominciato a muoversi verso il resto del mondo.
Questi sono quattro nomi da sapere adesso.
Lil Ghost (小鬼)
rap / dark alternative / Shandong
Wang Linkai, in arte Lil Ghost (小鬼, letteralmente "piccolo fantasma"), nasce nel 1999 a Yantai, nella provincia dello Shandong, e cresce a Xiamen. Nel 2017 partecipa a The Rap of China, il talent show hip-hop di iQIYI che ha lanciato tutta una generazione di rapper cinesi. L'anno dopo entra nel boy group Nine Percent attraverso Idol Producer. Il gruppo si scioglie nel 2019 e Wang Linkai imbocca una strada completamente diversa.
Da quel momento la traiettoria di Lil Ghost si fa sempre più oscura e personale. Nel 2021 pubblica "Don't Call Me Da Vinci (Punk Version)", una delle sue canzoni più note reinterpretata in chiave punk: è il punto di non ritorno.
L'estetica si fa più dura, l'identità visiva vira sul dark, i concerti diventano eventi. Nel 2023 parte il tour "Deadline". Nel 2026, il "Ghost The Ascendant Tour" tocca Singapore, Kuala Lumpur, Parigi, Berlino, Londra, New York, Los Angeles, San Francisco. La Cina arriva in Europa, e non lo sa ancora nessuno.
Da ascoltare Don't Call Me Da Vinci (Punk Version), DEADLINE Instagram: @6____ghost
Riot In School (返校日)
post-hardcore / noise rock / Chengdu
Riot In School si forma a Chengdu nel settembre 2019. All'inizio il sound è grezzo: grunge, noise rock, quella cosa elettrica e disordinata tipica dei gruppi che nascono nei locali underground della periferia urbana cinese.
Nel 2022 firmano con Maybe Mars, la principale etichetta indipendente di Pechino, e pubblicano il primo album Ceremony for Corruption.
Il secondo album cambia tutto. //Punk Rock Blasphemy, uscito il 28 marzo 2025, è costruito in due anni e mezzo di conflitti interni, ansia artistica e autofinanziamento totale.
Il mix è affidato a Will Yip, produttore americano noto per il lavoro con Turnstile e Circa Survive. Il risultato è un ibrido tra post-hardcore, alternative rock, hip-hop, trip-hop ed elettronica da camera. Non si assomiglia a nient'altro nella scena cinese. C'è anche un'altra storia dentro questo disco: le fotografie di copertina ritraggono bambini rurali del Sichuan lasciati indietro dalle famiglie emigrate nelle città. Riot In School ha organizzato un charity tour per finanziare la loro istruzione. Da ascoltare: 亵渎朋克摇滚, SonicBaby, The Other Side of The Bridge Instagram: @riotinschool_band
Naja Naja
post-punk / art rock / Beijing
Naja Naja nasce a Pechino nel 2020. Sono in due: Yuhao alla chitarra e Gougou al basso e voce. Il risultato è qualcosa che suona come art-punk passato attraverso un filtro di fantasia urbana: synth saturi, bassline ipnotiche, testi che descrivono una Pechino surreale, ironica e leggermente fuori fuoco.

Il primo album completo, Sheep Out of the Box, esce il 26 agosto 2025 su bié Records, registrato tra Pechino e San Francisco. Una fiaba urbana per adulti: un computer gigante che lampeggia sul fondo dell'oceano, una nebbia pacifica che nasconde risposte definitive, androidi che preparano il tè e immaginano la natura che non hanno mai visto. La canzone si chiama "3000 Ways to Die" ed è stranamente allegra.
Su Spotify: 659 ascoltatori mensili. Su NetEase Cloud Music in Cina, il loro pubblico reale è un'altra storia.
Da ascoltare: 3000 Ways to Die, Laser Gun, Taiji Park
Instagram: @najanaja_band
XiAOWANG (小王)
kawaii-core / punk / feminist DIY / Beijing
Nati nel quartiere Gulou di Pechino nel 2017, con un progetto che nasce come reazione al machismo della scena punk cinese. La cantante Yue Tu, originaria di Dehong (Yunnan) e appartenente alla minoranza etnica Lisu, cita Bikini Kill, Afrirampo, Rage Against the Machine e Beat Happening come riferimenti.
Il primo album KACHAKACHA, registrato in un tempio taoista trasformato in studio, è uscito in crowdfunding (raccogliendo circa 70.000 RMB, circa 10.000 dollari), poi ripubblicato per il mercato internazionale da Damnably Records di Londra nel giugno 2024. Caotico, diretto, commovente.
Su Spotify: 161 ascoltatori mensili. Su qualunque palco di Pechino: esaurito.
Da ascoltare : SonicBaby, Steal, Four Abracadabra
Quattro nomi, quattro città, quattro modi di fare rumore. La Cina ha una scena alternativa che non vi aspettavate. E probabilmente arriverà da voi prima che riusciate a cercarla.




















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