WACAY GARDEN: un giardino incantato alla ELLE Fashion Week 2026

Fiori in piena fioritura, petali che cadono e una palette che sfuma dai pastelli ai toni della terra: WACAY trasforma la passerella di Bangkok in un racconto sul cambiamento.
Per alcuni minuti, la passerella della ELLE Fashion Week ha smesso di sembrare una passerella. Con WACAY GARDEN, il marchio thailandese WACAY ha aperto l’ingresso a un giardino fiabesco, attraversato da fiori, colori delicati e figure che sembravano appartenere a un racconto fantastico.

Presentato il 25 ottobre al River Park di ICONSIAM, durante l’ultima giornata della manifestazione, lo show ha interpretato la natura come un ciclo. Nel giardino di WACAY, i fiori nascono, raggiungono il momento di massima bellezza e infine cominciano ad appassire.
La trasformazione non riguardava soltanto l’allestimento, ma attraversava colori, tessuti e silhouette dell’intera collezione.
WACAY GARDEN tra fioritura e decadenza
L’atmosfera dello show era apertamente magica. Fiori, trasparenze, movimenti leggeri e tonalità pastello costruivano un mondo romantico, quasi irreale. Osservandolo più attentamente, però, quel giardino rivelava anche una componente malinconica.
Il concept metteva in relazione la fioritura con la caduta dei petali. La palette seguiva la stessa trasformazione: le tonalità dolci e luminose lasciavano gradualmente spazio a marroni e colori più terrosi, come se la passerella attraversasse stagioni
differenti.
Anche le silhouette partecipavano a questa evoluzione. La fluidità dei tessuti conviveva con texture insolite, costruzioni più definite e dettagli inaspettati. I fiori non erano utilizzati soltanto come decorazione, ma diventavano la struttura narrativa attraverso cui raccontare il passaggio del tempo.
Il giardino di WACAY appariva affascinante proprio perché non era destinato a rimanere perfetto. Dolcezza e amarezza, crescita e dissoluzione potevano esistere nello stesso spazio.
Una femminilità delicata, non fragile
Le silhouette fluide e classiche richiamavano una femminilità romantica, senza ridurla a qualcosa di immobile o passivo. La leggerezza veniva interrotta da sovrapposizioni, proporzioni più decise ed elementi materici capaci di aggiungere struttura.
Questo equilibrio rappresentava uno degli aspetti più riusciti dello show. La donna immaginata da WACAY poteva apparire delicata senza essere fragile, elegante senza diventare distante e romantica senza rimanere prigioniera della nostalgia.
La dimensione fiabesca non nasceva quindi soltanto dai fiori o dalla scenografia.
Erano gli abiti a collocarsi in uno spazio intermedio tra realtà e fantasia: sufficientemente teatrali per abitare un racconto, ma ancora collegati al guardaroba contemporaneo del marchio.
Il monogramma WACAY entra nel giardino
All’interno di WACAY GARDEN è comparsa anche una nuova interpretazione del monogramma del brand, uno dei codici visivi più riconoscibili di WACAY.
Nel precedente show House of Wacay, presentato alla ELLE Fashion Week 2024, il motivo era stato declinato attraverso tessuti, ricami, applicazioni e accessori, insieme a denim e knitwear. La collezione raccontava una city girl cosmopolita e utilizzava il monogramma per estendere l’identità del marchio a un guardaroba completo.

Nel nuovo progetto, quello stesso segno è entrato in un universo più organico. Il monogramma non è scomparso, ma ha cambiato contesto, avvicinandosi alle texture, ai colori e ai ritmi del giardino.
È un passaggio importante per un marchio che vuole evolvere senza perdere riconoscibilità. WACAY conserva un elemento immediatamente identificabile e lo inserisce in una storia nuova, dimostrando che anche un codice commerciale può trasformarsi insieme alla collezione.
Dal vacation wear alla narrazione
Fondato dalle sorelle Natcha e Chidchanok Horsajjakul, WACAY si definisce un marchio di modern luxury vacation wear. La sua moda rilassata ma curata è pensata per una donna urbana che si muove tra viaggio, città e quotidianità.
WACAY GARDEN ha ampliato questa identità attraverso una componente più esplicitamente narrativa. Lo show non si è limitato a presentare una successione di abiti decorati con motivi floreali. Ha costruito un luogo, ne ha mostrato la fioritura e ha lasciato intravedere il momento della trasformazione.
Ogni uscita sembrava appartenere a una fase differente dello stesso paesaggio. La passerella diventava un racconto visivo, nel quale il cambiamento era importante quanto il risultato finale.
La presenza di artisti e volti conosciuti, tra cui Becky Armstrong, Pooh, First e MosBank, ha rafforzato la dimensione spettacolare dello show. La componente celebrity, però, non ha sostituito la collezione: è rimasta all’interno dell’universo costruito da WACAY, contribuendo a popolarlo di personaggi.
La bellezza di ciò che cambia
Il giardino immaginato da WACAY non era perfetto, né destinato a rimanere immutato. Era affascinante proprio perché comprendeva la possibilità della fine.
La fioritura rappresentava il momento più luminoso, ma la caduta dei petali non veniva trattata soltanto come una perdita. Faceva parte dello stesso ciclo e, quindi, della stessa idea di bellezza.
Attraverso il passaggio dai pastelli alle tonalità terrose, dalla leggerezza alle texture più marcate, WACAY GARDEN ha trasformato la passerella in uno spazio fiabesco senza cancellarne le ombre.
Lo show ha ricordato che la magia non appartiene soltanto a ciò che rimane intatto. Può nascere anche da ciò che cambia, svanisce e trova una forma nuova.



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