MOS: «Torneremo sicuramente in Italia». Intervista alla band giapponese
- CZMOS Redazione

- 20 ore fa
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MOS band giapponese composta da quattro musiciste e altrettanti strumenti a fiato, le Music Omotenashi Sisters hanno costruito una performance nella quale il brass incontra la danza.
Quattro musiciste, quattro strumenti a fiato e una performance nella quale il brass incontra la danza. Le MOS sono una band giapponese capace di superare le distanze culturali e linguistiche attraverso il suono, il movimento e l’energia dal vivo.
Il 22 luglio 2026, Erna, Miyu, AMI e Lotta si sono esibite per la prima volta in Italia a La Cattedrale di Cusano Milanino, vicino a Milano. La data ha segnato anche l’inizio del loro primo tour europeo, composto da nove concerti tra Italia e Germania.
Con oltre due milioni di follower complessivi sui social, una partecipazione alle semifinali della diciottesima edizione di America’s Got Talent e numerose esibizioni in Giappone e all’estero, le MOS hanno trasformato la propria formazione strumentale in un’identità riconoscibile.
La chiamano “BrasDance”: una fusione tra musica brass, danza e presenza scenica. Un linguaggio che non ha bisogno di testi per comunicare e che lascia a ogni ascoltatore la libertà di interpretare emozioni e messaggi in modo personale.
In questa intervista a CZMOS Magazine, la MOS band giapponese racconta il significato della propria musica, il rapporto con il pubblico internazionale e il momento in cui gli spettatori italiani hanno iniziato a cantare Sarà perché ti amo per chiedere un encore.

MOS band giapponese: il debutto italiano del BrasDance
Per chi ancora non vi conosce, come presentereste le MOS e qual è la caratteristica che rende unica la vostra musica?
Siamo le MOS, un gruppo brass al femminile. Siamo quattro musiciste e portiamo sul palco il “BrasDance”, una fusione originale tra strumenti a fiato e danza. Grazie all’energia che soltanto il brass sa offrire e alle nostre performance dinamiche, abbiamo costruito una community di oltre due milioni di follower sui social.
Ci esibiamo su palchi molto diversi, sia in Giappone sia all’estero, tra tour, festival ed eventi sportivi.
La formazione è composta da:
Erna, trombone
Miyu, tromba
AMI, sassofono contralto
Lotta, sassofono tenore
Quale messaggio o sensazione sperate che il pubblico porti con sé dopo aver ascoltato la vostra musica o assistito a un vostro concerto?
La nostra musica non ha testi. Tuttavia, per ognuna di noi, ogni brano contiene un tema preciso e un messaggio nel quale abbiamo riversato qualcosa di personale.
Quando qualcuno assiste a un nostro concerto o ascolta la nostra musica, siamo felici se riesce ad accogliere quel messaggio liberamente, interpretandolo nel modo che sente più vicino.

Com’è stato esibirvi per la prima volta in Italia? Qual è stata la vostra impressione del pubblico italiano?
Il pubblico italiano ci ha sostenute con un’energia e un calore incredibili, dall’inizio alla fine dello spettacolo. Ci è sembrato un pubblico molto allegro, vivace e potente.
C’è stato un momento particolarmente memorabile durante la vostra permanenza in Italia?
Quando si è conclusa la parte principale del concerto, il pubblico ha iniziato a cantare insieme una canzone italiana per chiederci di tornare sul palco. Crediamo fosse Sarà perché ti amo. Era la prima volta che ci capitava qualcosa del genere. Siamo rimaste sorprese e profondamente emozionate. È stata una scena che non avevamo mai vissuto in Giappone.
Avete un messaggio per i fan italiani? Vi piacerebbe tornare in Italia?
Grazie di cuore per aver condiviso con noi un momento così bello. La nostra prima esibizione in Italia è diventata un ricordo indimenticabile. Promettiamo che torneremo sicuramente. Ci rivedremo, ne siamo certe.
Una musica che comunica oltre le parole
La musica delle MOS nasce proprio nello spazio lasciato libero dalle parole. Tromba, trombone e sassofoni diventano strumenti narrativi, mentre la danza trasforma ogni concerto in un’esperienza immediata, anche per chi incontra il gruppo per la prima volta.
Durante il loro debutto italiano, questa forma di comunicazione ha trovato una risposta spontanea. Il pubblico non si è limitato ad assistere allo spettacolo, ma ha partecipato alla costruzione di uno dei ricordi centrali del primo tour europeo delle MOS.

Il canto collettivo nato alla fine del concerto mostra come la musica possa generare un dialogo anche senza condividere la stessa lingua. Da una parte, quattro musiciste giapponesi che affidano i propri messaggi agli strumenti. Dall’altra, un pubblico italiano che risponde attraverso una canzone conosciuta da generazioni.
La promessa finale lascia aperto il prossimo capitolo: quello di un ritorno in Italia che, dopo questo primo incontro, sembra già atteso da entrambe le parti.
Per conoscere meglio le MOS, è possibile visitare il loro sito ufficiale.
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